Il Cardellino

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Da sempre il cardellino ha esercitato un grande fascino grazie alla sua livrea e al suo canto, tanto da essere stato oggetto di ispirazione per molti poeti, compositori e pittori. Voglio ricordare il concerto n° 3 di Antonio Vivaldi ispirato al canto del cardellino, ricco di trilli e note festose. A  seguito di  autorizzazione alla detenzione e all'allevamento ai fini amatoriali n° 6/2005  rilasciata dalla Provincia di Milano, nel mio allevamento sono presenti cardellini della sottospecie C.C. Tuschusii e C.C. Mayor, ancestrali e nelle mutazioni agata, satinè, lutino e giallo, allevati in gabbie da 55 o da 90 cm, e in gabbioni da 120 cm i mayor.  Il locale d’allevamento è costituito da una stanza finestrata  senza nessun sistema di prolungamento delle ore di luce e di riscaldamento. Con tale sistema le femmine non entrano in estro prima della fine di aprile. E’ molto importante infrascare i portanido sia interni che esterni  ad es. con piante artificiali. Uso apporre nelle gabbie sia il portanido esterno che quello interno facendo scegliere la femmina. Alimento i cardellini con miscela base del commercio composta principalmente da scagliola con aggiunta di niger, lino e canapa, a questa aggiungo in ragione del 50% misto Spinus composto da perilla bianca, scagliola, lattuga bianca, cicoria, cardo selvatico, papavero, sesamo, lattuga nera, rapa, bella di notte, crescione, niger, canapuccia. Osso di seppia, grit siliceo e calcareo, carbone vegetale non devono mai mancare. Oltre alla miscela somministro 2 volte a settimana, per tutto l’anno, pastoncino secco all’uovo del commercio integrato da polline d’api puro in grani che conferisce al rosso della mascherina una tonalità accesa. Due volte a settimana somministro anche  pezzetti di mela. Nella fase riproduttiva , oltre a quanto già indicato, aggiungo al pastoncino secco all’uovo semi germinati ( canapa,  girasole piccolo ) e tarme della farina bollite e   surgelate, inoltre fornisco spesso capolini di piante prative ( centocchio, senecione, tarassaco, cardella,ecc ) possibilmente infestati da afidi molto graditi ai cardellini. Somministro anche, per l’allevamento dei piccoli,  pezzetti di frittatina preparata con 4 uova e un bicchiere di latte intero fresco. Questa  viene letteralmente divorata dai piccoli che iniziano a beccuzzare prima del loro completo svezzamento. A dire la verità non si tratta di frittata in quanto le uova e il latte sbattuti insieme vengono versati su una padella antiaderente senza olio né burro e fatti cuocere a fuoco lento. Uso prepararne una grande quantità per poi congelarla a pezzetti. Quest'anno  durante la fase riproduttiva ho somministrato anche pastoncino per fringillidi insettivori con il 25% di insetti che è risultato molto gradito dalla maggior parte delle coppie. Durante la muta continuo la somministrazione dei semi germinati aggiungendo anche  modeste quantità di verdure (principalmente lattuga e foglie di cavolo broccolo). In Sicilia  ho osservato una coppia di cardellini in natura nutrire frequentemente i piccoli con foglie di cavolo broccolo coltivati a circa 15 metri dal cipresso dove la coppia aveva nidificato.  E’ indispensabile durante la fase di inanellamento usare anellini coperti con cerotto adesivo di color carnicino pena lo sbattimento dei piccoli sul fondo della gabbia da parte delle nutrici nel tentativo di liberare il nido dall’oggetto estraneo. Può capitare che qualche femmina, dopo aver egregiamente covato le uova, alla schiusa non alimenti i piccoli. In questi casi quest'ultimi vengono affidati ad un’altra coppia di cardellini disponibili e in mancanza alle canarine. Utilizzo farmaci solo quando strettamente necessari e comunque preferisco selezionare i soggetti naturalmente più robusti. E’ altresì importante evitare il sovraffollamento soprattutto per i giovani. Ho notato, quando per esigenze straordinarie sono stato costretto ad alloggiare parecchi soggetti nei gabbioni da 120 cm, che i più sensibili allo stress si presentavano con piumaggio arruffato e scarsa vitalità, problemi che nella maggior parte dei casi si sono risolti ponendo i soggetti in gabbie singole. Capita, principalmente durante il periodo autunnale quando la temperatura si mantiene ancora elevata e il tenore di umidità alto, che qualche soggetto si presenti arruffato e con il ventre arrossato e gonfio. Tutte le volte che sono ricorso a esami di laboratorio, ad es. esame delle feci, è risultato che i soggetti in questione erano affetti da coccidiosi. Nella maggior parte dei casi sono riuscito a risolvere positivamente tale patologia   con l'utilizzo del Baycox soluzione al 2,5% di toltrazuril per polli e tacchini acquistabile in farmacia, efficace contro tutti i generi di coccidi compreso l' Atoxoplasma. La dose impiegata è di 2,5-3 ml per litro d'acqua da fornire per 8-10 giorni intervallati da 1-2 giorni di riposo. Dopo il  trattamento è bene somministrare per 2 settimane un buon complesso polivitaminico. I soggetti trattati in seguito si sono riprodotti regolarmente. E' molto importante rispettare le dosi su indicate, poiche dosi eccessive possono  provocare la morte dei soggetti trattati.

 

 

Madonna del cardellino,particolare (Raffaello Sanzio 1520)

Ritratto di Giovanni de' Medici da bambino (Bronzino 1545)

C.C. Mayor maschio agata

Cardellina Mayor Lutino

Cardellino Mayor doppia mutazione Lutino-Giallo

Cardellino Mayor Bruno

Cardellino Mayor Satine

C.C. Tuschusii maschio

C.C. Tuschusii maschio

C.C. Tuschusii  maschio giovane

Uova di cardellino

Cardellini subito dopo la schiusa

Di seguito: Coppie di cardellini in cova

Cardellina Mayor Lutino Giallo in cova.

Cardellini a 5 giorni dalla nascita

Cardellini a 12 giorni dalla nascita

Cardellini a 14 giorni dalla nascita

 

Cardellini a 20 giorni dalla nascita

Cardellini pronti all'involo

Cardellini in natura